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IL NATALE IN ROMAGNA E LE SUE TRADIZIONI: IL CEPPO DI NATALE

Romagna, terra ricca di tradizioni e detti popolari, molti di questi ancora vivi nella memoria della gente edei suoi turisti, tra le tradizioni natalizie di antica memoria c’è senza dubbio quella del ceppo di natale. Un’usanza di origini antichissime che attraversa da nord e sud, da est a ovest, tutto il continente europeo. Si tratta di un’abitudine contadina che appartiene ai riti propiziatori e bene auguranti per il nuovo anno.  Secondo la tradizione, la Vigilia di Natale, il capofamiglia poneva nel focolare di casa un grosso tronco di legno, che poi veniva lasciato ardere anche nelle dodici successive notti fino all’Epifania. In particolare in Romagna, prima di recarsi alla Messa di Mezzanotte, si ponevano di fronte al camino ove ardeva “el zòc ed Nadèl” tre sedie vuote e si lasciava la tavola apparecchiata con i resti del cenone. Si pensava che nella casa vuota sarebbe arrivata la Sacra Famiglia e avrebbe così potuto riscaldarsi e ristorarsi. In provincia di Ravenna il ceppo veniva rigorosamente scelto il 25 novembre, giorno di Santa Caterina. Prima di esser bruciato nel camino, veniva spruzzato di acqua benedetta per togliergli ogni parvenza di paganesimo e veniva lasciato ardere per tutta la Notte Santa. Al giorno d’oggi per tramandare una tradizione che appartiene alla nostra cultura da secoli, questo rito privato si è trasformato in un rito collettivo. Varie sono le manifestazioni, organizzate a livello locale, durante le quali la sera della Vigilia di Natale viene acceso un fuoco che poi verrà mantenuto vivo fino al 6 gennaio. Un’ultima curiosità, visto che in Romagna chi detta legge è la tavola, per onorare questa tradizione, ora che non ci sono più i camini nelle case, el zòc ed Nadèl” si mette a tavola!   Il Tronchetto Natalizio, di origine francese, non è altro che la versione culinaria del ceppo di Natale, se fate un giro per le vetrine delle pasticcerie della Riviere , le vetrine ne sono piene.